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REALTA’ AUMENTATA NEL RETAIL IN 4 ESEMPI

Augmented Reality e/o Virtual Reality grandi protagoniste della cosiddetta experience economy. Il segreto? Ragionare oltre il wow effect. L’obiettivo? Costruire nuovi percorsi di attrazione e informazione a valore aggiunto.

Realtà aumentata nel mondo della distribuzione, come polo di ingaggio e di informazione a favore di una migliore customer experience. Il vantaggio della tecnologia è di poter aggiungere uno strato di informazioni alla realtà. Con l’AR i brand possono offrire ai clienti simulazioni associate alla prova di prodotti e articoli, per altro configurabili a piacere, ma anche spunti per il cross selling o l’upselling, consigli d’uso o indicazioni utili alla geolocalizzazione. Queste informazioni possono essere visualizzate attraverso dispositivi diversi: da uno smartphone a una soluzione di digital signage incastonata in un totem interattivo o un magic mirror.

REALTA’ AUMENTATA: COME FUNZIONA E A COSA SERVE

Il principio di funzionamento della realtà aumentata è associato al riconoscimento intelligente delle immagini. Inquadrando qualsiasi cosa, la tecnologia mette in correlazione a quella determinata immagine una serie di dati (presi da un apposito database) che si vanno a sovrapporre in modo contestuale all’inquadratura. È questo tipo di overlay digitale a garantire l’esperienza aumentata: l’aggiunta di informazioni di dettaglio contribuisce a migliorare il percepito dell’utente, offrendo un supporto (in caso di bisogno) o suggerimenti (in caso di scelta). Queste informazioni possono essere altre immagini oppure testi, foto o video dal vero o in animazione. Ecco perché la realtà aumentata viene messa in relazione con i sistemi di Content Management (CMS), in generale, e di Visual Content Management (VCM) in particolare.

 

4 ESEMPI DI APPLICAZIONI AR NELLA DISTRIBUZIONE

1.AR per un Fashion Taylor made

Nel fashion la personalizzazione di un capo è una chiave di servizio molto apprezzata dai clienti.
Grazie alla realtà aumentata, oggi è possibile mettere a sistema un configuratore di prodotto tale per cui il cliente, una volta scelto il tipo di stoffa e tutti i complementi (ad esempio tipo di colletto o di manica, tipo di bottoni ed eventuali ricami e altri ornamenti), può visualizzare l’abito in prova in realtà aumentata. Sullo schermo digitale, infatti, il sistema elabora in tempo reale tutte le informazioni per proporre il risultato. Un modello animato inizierà a sfilare, indossando con disinvoltura l’abito finito. Il cliente potrà così vedere come cade l’abito, controllando tutte le finiture proprio come se fosse stato prodotto realmente. A questo punto potrà decidere se procedere o meno all’ordine. La simulazione è talmente verosimile che per il cliente è come avere realmente davanti il risultato finale. Il tutto in pochi secondi e con la possibilità in tempo reale di apportare variazioni di qualsiasi tipo al capo in prova.

2. AR per il mondo dei Coiffeur

La realtà aumentata permette ai brand della distribuzione un servizio ad alto tasso di personalizzazione, garantendo un’esperienza maggiormente immersiva. Nel coiffeur utilizzare l’AR sta diventano un grosso servizio a valore aggiunto per aiutare i clienti nella scelta del taglio e del colore più adatti. Un conto, infatti, è immaginare una pettinatura. Un altro poterla provare prima di intervenire realmente con sforbiciate che potranno risultare nella realtà più o meno tattiche. Grazie a un database aggiornato di tutti i possibili tagli e la possibilità di modificare colori, tonalità, extensions, dreads e meches, il cliente, grazie alla realtà aumentata, potrà visualizzare nel magic mirror il risultato delle sue idee, rimirandosi da tutti i punti di vista per osservare il risultato finale. A questo punto la scelta sarà fatta con più sicurezza, garantendo una customer satisfaction senza sorprese.

3. AR per la cosmetica

Tra ombretti, rossetti, rimmel e smalti uno dei più grandi problemi dei retailer è mediare tra la curiosità dei clienti di provare i vari assortimenti e finalizzare invece gli acquisti. L’AR permette di risolvere la parte ludica dell’experience, permettendo agli shopper di provare virtualmente matite, mascara e lipstick gloss d’ogni tipo, visualizzando il risultato senza sprecare un’oncia di prodotto. Grazie al motion capture e a un database sempre aggiornato rispetto all’evoluzione del campionario, infatti, i clienti in realtà aumentata possono specchiarsi interagendo con la palette di tutti i prodotti a campionario e così visualizzare il risultato, potendo giocare sulle sfumature di colore più ardite. In questo modo si soddisfa ogni più piccola curiosità dello shopper, aiutando a finalizzare al meglio la scelta finale.

4. AR nell’arredamento

L’AR aiuta le tecniche di vendita, aumentando il valore dell’experience in store ma anche out of store. È il caso delle componenti di arredo. La possibilità di immaginare in casa propria come può stare un certo mobile sia per dimensione che per colore oggi è possibile utilizzando una app. Grazie alla realtà aumentata, infatti, è possibile proiettare in maniera virtuale l’immagine dell’oggetto d’arredo in casa propria. La tecnologia sovrappone un modello in tre dimensioni alla stanza inquadrata con la fotocamera dello smartphone o del tablet. Basta impostare il configuratore di prodotto per vedere la simulazione del risultato con le luci giuste, nell’ambiente giusto, così da valutare aspetti come l’ingombro e l’impatto estetico prima di procedere all’acquisto e senza doversi recare in negozio. Il tutto, indipendentemente dai materiali e dalle dimensioni.

Laura Zanotti, Giornalista e Technical Writer

 

27 Febbraio 2019

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