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Raccolta dati e qualità della analisi: come e perché le postazioni di digital signage interattive fanno la differenza

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Costellare il customer journey di touch point interattivi non aiuta solo il front end della relazione. Il valore delle analitiche illumina la distribuzione di preziosissimi dati, mappando il customer journey in tempo reale, definendo una personalizzazione più spinta.

I clienti oggi non vogliono solo coinvolgimento e semplicità di accesso ai prodotti e ai servizi. Vogliono essere riconosciuti e ricevere un trattamento personalizzato. Per i retailer la sfida è riuscire a definire una customer experience di altissimo livello. In questo contesto le postazioni di digital signage interattive stanno rivelando alla distribuzione un nuovo valore legato alla raccolta e all’analisi dei dati. La Internet of Things negli store inaugura così una nuova intelligenza di servizio illuminata dalle informazioni.

retail data collecting infographic

Digital signage: verso l’infinito e oltre

L’evoluzione tecnologica associata all’uso di una serie di sensori, integrati in vario modo in ogni touch point interattivo, permette di tracciare e misurare i comportamenti e le azioni di ogni singolo consumatore. Che si tratti di chioschi interattivi place&learn, comparatori di prodotto, tavoli touch, magic mirror o camerini intelligenti, smart sharing o wayfinder interattivi, l’uso dei dati registrati da questo tipo di sistemi rappresenta l’ultima frontiera di un customer experience management supportato da una qualità di analisi sempre più spinta. Le informazioni registrate e gestite, infatti, hanno un potenziale di servizio infinito. L’importante è capire come impostare la progettazione, l’estrazione e la rappresentazione di questi dati per renderli davvero funzionali al business.

Prodotti parlanti e sistemi più smart

Prima di capire i processi e gli obiettivi di massima efficienza operativa, va compreso il contesto tecnologico. Il principio della IoT è una smartificazione che estende agli oggetti del mondo reale la capacità tipica dei computer di raccogliere, elaborare e scambiare dati in rete. Grazie all’uso di una sensoristica avanzata, associata a una progettazione intelligente che usa un mix di soluzioni come RFID, NFC, geofencing e localizzazione, nei negozi oggi è possibile mappare la customer experience raggiungendo un livello di comprensione estremamente avanzato di ogni singolo cliente in store.

Nuove metriche a supporto del business

Le postazioni di digital signage interattive, infatti, sono dei touch point ad alta strategia. Coniugando design e funzionalità, permettono ai retailer di identificare, connettere, localizzare, misurare i comportamenti dei clienti in store con una precisione inedita. Quelle tecnologie che studiano il comportamento degli utenti on line, tracciando i loro percorsi per misurare e interpretare il significato di ogni singolo click, oggi sono state portate nel mondo fisico degli store. Oggi è possibile tracciare la navigazione delle postazioni touch applicando le stesse metriche utilizzate per valutare le performance delle pagine online: web click, time on page, content drill down, frequenza di rimbalzo e via dicendo.

Fidelizzazione ma anche maggiore efficienza operativa

Questo permette ai brand di capire meglio cosa ha funzionato e cosa no rispetto a una campagna o a una promozione, un allestimento o una comunicazione. Misurando le interazioni degli utenti è possibile registrare i feed back relativi a un determinato prodotto, valutare le preferenze ma anche permettere ai commessi di controllare gli stock. L’evoluzione della raccolta dati e della relativa gestione permette di avere dati quantitativi e qualitativi che, gestiti tramite un sistema di business intelligence, possono essere comparati con i dati di vendita online per capire come impostare al meglio strategie omnicanali.

Il valore della raccolta dati e delle analisi

In realtà, il problema dei retailer oggi non è più la qualità del dato in ingresso o in uscita. La difficoltà è capire come gestire la quantità delle informazioni prodotte da postazioni interattive, telecamere, sistemi cassa, sistemi di gestione degli accessi e via dicendo. La digitalizzazione della distribuzione impone una visione olistica per abilitare nuovi sistemi di raccolta e analisi dei dati.

Oggi sono pochi i partner tecnologici capaci di approcciare e risolvere in maniera ottimale la convergenza informativa di tutti i touch point presenti in negozio. L’importante è che la rappresentazione dei dati corrisponda ad esigenze specifiche, espresse dalle varie Line of Business. La raccolta dati deve essere integrata a dei sistemi di analisi studiati per fare in modo che i brand abbiamo le informazioni che servono, quando gli servono, nel momento in cui gli servono davvero. I dati che servono al marketing, infatti, possono essere diversi da quelli che servono nell’immediato al retail manager che deve stabilire allestimenti dei prodotti, picchi di afflusso o gestire scorte e approvvigionamenti. Poter contare su un sistema di visualizzazione dei dati sempre chiaro e puntuale, integrato alla Business Intelligence del gestionale di riferimento diventa così un’opportunità strategica per valorizzare il business.

Laura Zanotti, Giornalista e Technical Writer

 

22 Luglio 2019

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