M-Cube Magazine

POSSO USARE SPOTIFY O YOUTUBE PER DIFFONDERE MUSICA ALL’INTERNO DELLA MIA ATTIVITÀ COMMERCIALE?

Se dovessimo rispondere in modo secco, la risposta sarebbe NO!
Indubbiamente, grazie anche a questi servizi, la musica è ormai sempre più raggiungibile e diffusa nella vita quotidiana di ognuno di noi, ed è una delle migliori forme, nonché probabilmente la più economica, per poter migliorare l’atmosfera della propria attività commerciale, che sia una caffetteria, un ristorante, un negozio, un hotel ecc.
Tuttavia, se hai deciso di far ascoltare musica ai tuoi clienti e ai tuoi dipendenti, all’interno dello spazio commerciale, diffondendola tramite Spotify o Youtube devi sapere che:

  • Non sono titolari delle licenze necessarie a fornirti la musica per utilizzo commerciale
  • Gli artisti non vengono remunerati nel modo corretto, quando ascolti le loro canzoni con una licenza privata usata in un contesto aziendale.

Infatti, quando utilizzi questi due fornitori di musica in streaming, sia nella versione FREE che in quella PREMIUM, sottoscrivi un contratto di licenza tra privati, dove non è previsto nessun tipo di uso commerciale. Per fare un esempio è come la televisione “pay per view”: se acquisti una partita di calcio live, pagherai i diritti, ma il loro importo varia se sei un cliente privato o un cliente commerciale (le attività commerciali che fanno vedere quella partita non la pagano come un utente privato che l’acquista per vederla nel salotto di casa!). Lo stesso vale per la musica in streaming: l’utenza Spotify o Youtube si basa su licenze per fruizioni private non a scopo commerciale.

Ad ogni riproduzione su piattaforma per uso privato corrisponde una retribuzione per l’artista/compositore diversa da quella per uso commerciale. Questo perchè all’interno dello spazio commerciale ci sono più persone che fruiscono dell’opera musicale e i compensi devono essere adeguati alla dimensione del punto vendita dove la musica viene diffusa.
Per poter ascoltare la musica all’interno di un esercizio commerciale, nel rispetto di tutte le regole, bisogna affidarsi ad un music provider autorizzato a fornire licenze commerciali, in grado di tutelare sia l’imprenditore, che gli artisti/compositori, a cui spetta un giusto e doveroso compenso.

 

Music Department, M-Cube

13 luglio 2018

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