M-Cube Magazine

minottiCucine al fuorisalone: quando il Design incontra la tecnologia

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Per il Fuorisalone, lo showroom di via Larga reinventa lo spazio, scommettendo sul digital signage per accendere un nuovo storytelling all’insegna del Lusso e del Design. Insieme a M-Cube e Videomobile.

Cucine come vere e proprie opere d’arte, dove la pietra è protagonista maestosa di straordinari equilibri geometrici. Chi visita lo showroom di minotticucine, in via Larga, potrà scoprire un cameo dell’interior design. Nel cuore di Milano un gioco angolare di due vetrine che si sviluppano in verticale mentre l’interno è su due livelli, di cui uno interrato. La sfida dell’asimmetria architettonica è risolta da un’abile progettazione che incastona mobili lussuosi ed esclusivi in ambienti singolari.

In occasione del FuoriSalone abbiamo colto l’occasione per sperimentare il digital signage – spiega Silvano Bonetti, showroom manager minotticucine -. È una tecnologia che ci ha sempre incuriosito anche se, fino ad oggi, non c’eravamo mai avvicinati. In M-Cube e Videomobile abbiamo trovato due partner che ci hanno aiutato a pensare soluzioni adatte al nostro contesto. La tecnologia deve essere una componente di servizio che aiuta a usufruire meglio del prodotto. In questa Design Week 2019, il digital signage per noi è stata una piacevole sorpresa: ci ha permesso di portare all’interno e all’esterno del negozio uno storytelling coerente e dinamico, supportando al meglio la nostra comunicazione.

 

E la vetrina diventa parlante

Grazie a un grande schermo LED, la vetrina principale dello showroom è diventata parlante. Elegante e discreta, la pannellatura digitale sostituisce la trasparenza con una serie di inquadrature cangianti. Un’attenta regia multimediale propone una originale galleria di immagini. Come pagine di un sofisticato catalogo, i contenuti scorrono per proporre non solo le collezioni delle cucine ma anche tutte le suggestioni di quei protagonisti che, negli anni, hanno contribuito all’unicità di una progettazione dell’abitare entrata nella letteratura del Design. Aforismi e riflessioni delle grandi firme come Alberto Minotti e Claudio Silvestrin, insieme a quelle degli allievi del maestro AG Fronzoni (che per minotticucine progettò il marchio) si alternano bianco su nero ai migliori pezzi delle collezioni monocromatiche e mono materiche che caratterizzano quello stile diventato filosofia creatrice.
Dietro a una facciata digitale perfetta, una parete tecnologica costituita da un composit modulare. L’installazione, infatti, si risolve in un’equazione sapiente di cabinet montati in serie uno sull’altro. Il cuore della tecnologia LED utilizzata sono i Surface Mounted Devices (SMD).

Il vantaggio dell’SMD è che per l’assemblaggio dei circuiti stampati i componenti elettronici sono applicati sulla superficie senza praticare alcun foro – racconta Roberto Segato, direttore commerciale di Videomobile -. L’evoluzione delle tecniche realizzative negli ultimi anni ha fatto passi da gigante: dai primi schermi con pixel pitch 10 mm siamo passati al 6 mm, arrivando a interassi che oggi nulla hanno a che invidiare rispetto a tecnologie più consolidate come gli LCD o similari. Non solo la ricerca e lo sviluppo continuano a migliorare la risoluzione in termini di pixel ma anche le tecniche di progettazione hanno centrato tutti gli obiettivi di robustezza e sicurezza per garantire la migliore continuità operativa a questo tipo di schermi.

 

Dal Digital signage al Design Signage

Il digital signage diventa così la soluzione ideale per creare installazioni di qualsiasi formato in pochissimo tempo e con il massimo dei risultati. Il dinamismo digitale, dunque, sublima la staticità del negozio portando nuova intelligenza alla comunicazione. La tecnologia diventa strategia, potenziando il valore della suggestione e dell’informazione, integrandosi in maniera armonica nel continuum architettonico di pieni e di vuoti. Dietro alle quinte, M-Cube ha sviluppato la declinazione del progetto con una chiave di personalizzazione molto spinta.

Lavorare a questo progetto è stato veramente interessante – ribadisce Stefano Airoldi, Account Manager di M-Cube -. Far entrare la tecnologia in quello che è, a tutti gli effetti, un tempio del design e del lusso ha richiesto un’analisi particolare. Il nostro team di progettazione per il piano interrato ha dovuto studiare una soluzione capace di bilanciare al meglio lo spazio disponibile, senza impattare sulla coreografia espositiva. Insieme a Videomobile, abbiamo installato uno schermo LED ad altezza soffitto, posizionato proprio sopra un blocco di armadi a muro neri, scegliendo una tecnologia LED che elimina il cosiddetto Color Shifting. Indipendentemente dal tipo di angolazione, infatti, da qualunque punto si trovi un visitatore a osservare, la qualità della visione rimane inalterata.

«Abbiamo scelto una tipologia di schermo di classe superiore – asggiunge Segato – caratterizzato dall’uso di chip on board (COB) il cui vantaggio è che i LED non vengono incapsulati ma applicati direttamente sulla basetta. Questo consente una notevole riduzione delle dimensioni del pixel pitch e una modularità che permette la creazione di forme e dimensioni non convenzionali che sarebbero impossibili da realizzare con altre tecnologie».

Il fascino discreto della tecnologia

Nell’ecosistema dello showroom, infatti, la pedonalità emula quella degli itinerari museali. Luci ed ombre contribuiscono a creare proporzioni ed emozioni nella mente dell’osservatore in contemplazione.

L’interattività dei contenuti che scorrono sul display consente di gestire la regia da mobile. Utilizzando uno smartphone o un tablet, grazie a soluzioni personalizzabili come, ad esempio, app o pagine web: grazie a una riga di comando è possibile richiamare da remoto immagini, testi e video tramite un unico comando potendo gestire, nel caso, sia lo spegnimento che l’accensione di uno o più monitor. Semplice ed intuitiva, la piattaforma per la gestione dei palinsesti trasmessi funziona tramite tag: associando a un bottone una parola chiave, è possibile richiamare a video l’evento associato, facendo partire non solo lo slideshare delle immagini ma anche suoni e profumi, per garantire ai visitatori un’esperienza decisamente immersiva.

Il digitale è una scommessa entusiasmante – conclude Daniele Lupo, Architect dello showroom -. Gli schermi, infatti, sono un punto di connessione strategico per abilitare uno storytelling più innovativo e incisivo. Il nostro concetto di spazio abitativo è minimalista: il vuoto perde la sua connotazione negativa per diventare un momento di riflessione. Il digital signage, emulando idealmente quella purificazione dello spazio che è alla base del nostro pensiero, non è più un elemento di arredo ma uno strumento che ci permette di introdurre di volta in volta una comunicazione non invasiva che rispetta tutta la valenza estetica delle nostre collezioni.

Laura Zonotti, Giornalista e Technical Writer

26 Aprile 2019

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